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Europa, se ci sei batti un colpo: Kallas cerca una voce comune all’Onu

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Europa, se ci sei, batti un colpo. Alla vigilia dell’apertura della settimana di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Kaja Kallas prova a presentare a New York l’immagine di un’Unione Europea capace di parlare con una voce sola in un mondo nel quale guerre, crisi del multilateralismo e tensioni con gli stessi Stati Uniti stanno mettendo alla prova il peso politico dei 27.

L’Alta rappresentante dell’UE per gli Affari esteri ha incontrato i ministri degli Esteri europei e alcuni dei principali partner dell’Unione, indicando una lunga lista di priorità: Ucraina, Medio Oriente, sicurezza alimentare, responsabilità per le violazioni del diritto internazionale, sicurezza marittima e difesa del sistema multilaterale.

Sull’Ucraina, Kallas ha chiesto di aumentare la pressione economica su Mosca, colpendo maggiormente la “flotta ombra” russa e il complesso militare-industriale. L’UE, ha ricordato, ha costruito il suo più vasto regime di sanzioni, con oltre tremila soggetti inseriti nelle liste, mentre sono in corso sia le trattative per rinnovare le misure esistenti sia quelle per un nuovo pacchetto. Ma il tentativo di mostrare un’Europa più presente non riguarda soltanto l’Ucraina.

Nel Mar Rosso la missione europea Aspides, secondo Kallas, ha bisogno di maggiori mezzi navali e aerei (una richiesta che arriva direttamente dal’Italia, ndr). Mar Nero, Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb sono ormai choke points strategici la cui instabilità si ripercuote direttamente sull’economia europea e mondiale.

Sul diritto internazionale, Kallas ha poi difeso con forza la Corte penale internazionale, oggi “under attack”. Alla domanda sulle pressioni contro l’ICC, ha assicurato che l’Europa rimane al fianco della Corte e dispone di strumenti per difenderla qualora gli attacchi diventassero più gravi. “Nessuno deve essere al di sopra della legge”, ha detto, insistendo sulla necessità di applicare il principio di accountability anche ai crimini commessi durante le guerre.

Persino sulla Groenlandia, terreno negli ultimi mesi di forti tensioni transatlantiche, Kallas ha scelto un tono pragmatico. Interpellata sull’accordo che Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia dovrebbero firmare, ha detto di non conoscerne i dettagli, ma di accogliere positivamente qualsiasi intesa capace di aumentare la sicurezza nell’Artico: “Spero che questo chiuda la questione”.

È però sul futuro delle Nazioni Unite che emerge la sfida forse più difficile per l’Europa. Kallas ha definito la riforma dell’ONU “essenziale”, riconoscendo che troppo spesso l’organizzazione rimane paralizzata proprio quando dovrebbe prevenire o fermare i conflitti.

Anche la scelta del prossimo Segretario Generale, ha aggiunto, sarà cruciale: servirà una leadership capace contemporaneamente di difendere la Carta e guidare il cambiamento. Ma qui affiora la contraddizione europea.

Alla nostra domanda sul fatto che i 27 non abbiano una posizione comune sulle riforme più importanti, a cominciare da quella del Consiglio di Sicurezza, e se non spettasse proprio all’Alta rappresentante cercare di costruirla, Kallas ha replicato: “È molto popolare parlare delle cose sulle quali non siamo uniti, ma in realtà ci sono molte cose sulle quali nell’Unione Europea siamo uniti”. Ha ricordato che si tratta di “27 Paesi, 27 democrazie” e che le differenze sono quindi inevitabili. Ma ha anche ammesso implicitamente la posta in gioco: “La situazione che abbiamo davanti è molto seria ed è per questo che dobbiamo restare insieme. Se siamo uniti, siamo anche capaci di portare altri Paesi dalla nostra parte”.

È questa la vera prova che attende l’Europa all’Assemblea Generale: non soltanto difendere il multilateralismo mentre viene messo sotto pressione, ma dimostrare di avere abbastanza unità politica per contribuire a cambiarlo. A New York, in una settimana in cui tutti chiedono la riforma dell’ONU, per l’Europa non basta più dire di esserci, deve anche riuscire a parlare con una voce che gli altri possano riconoscere come europea.

– Foto screenshot video xo9/Italpress –

(ITALPRESS).