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Iran, Pezeshkian aperto a colloqui per la pace ma i Pasdaran avvertono: “Pronti a conflitto prolungato con nuove armi”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito di non rifiutare alcun negoziato che possa portare alla pace, auspicando unità di intenti a sostegno di questo percorso. Intervenendo ieri a un seminario di valutazione dell’attività parlamentare, Pezeshkian ha dichiarato: “Accoglieremo con favore qualsiasi colloquio che conduca a sicurezza e pace sostenibili. Su questa strada abbiamo bisogno di unità di parola”. Lo riporta la Tv al Arabiya. Il capo di Stato iraniano ha sottolineato le condizioni “sensibili e pericolose” che attraversa il Paese a causa delle crescenti pressioni degli “nemici” e dei loro tentativi di danneggiare l’Iran. Teheran, ha aggiunto, non desidera la guerra né il conflitto, giudicandoli dannosi non solo per il proprio popolo ma per l’intero mondo; allo stesso tempo, però, non indietreggerà mai di fronte alla forza o alla politica dell’intimidazione.

Pezeshkian ha ricordato che gli insegnamenti religiosi invitano a non rifiutare la pace se proposta dalla controparte e se essa garantisce sicurezza e stabilità, avvertendo però della necessità di guardarsi dagli inganni, poiché la pace può essere talvolta usata come strumento per arrecare danno. “Procediamo con saggezza sulla via della pace e, se firmiamo un accordo, lo rispetteremo con piena responsabilità”, ha concluso, secondo quanto riportato dall’agenzia Isna. Le dichiarazioni arrivano alla vigilia della partenza del ministro degli Esteri Abbas Araghchi per New York, dove parteciperà ai lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e dopo una tappa in Qatar, Paese che da mesi svolge, insieme al Pakistan, un ruolo di mediazione tra Teheran e Washington.

TEHERAN “PRONTI A UN CONFLITTO PROLUNGATO CON NUOVE ARMI” 

Il portavoce delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Hossein Mohebi, ha dichiarato oggi che l’Iran impiegherà armi nuove e colpirà obiettivi mai attaccati in precedenza se gli Stati Uniti lanceranno un nuovo attacco contro il Paese. Lo riporta l’agenzia Fars. “Se si verificherà una nuova aggressione, cambieremo certamente la qualità delle armi e la geografia della guerra”, ha aggiunto Mohebi, sottolineando che Teheran è pronta a un conflitto di lunga durata.

DISTRUTTO DRONE USA MQ-1 SULLO STRETTO DI HORMUZ

Le forze iraniane avrebbero distrutto un drone statunitense MQ-1 nei cieli dello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto l’agenzia iraniana Fars. Secondo quanto riferito dalle Guardie rivoluzionarie, poco fa è stato individuato un drone MQ-1 dell’esercito americano e abbattuto dal fuoco di un sistema di difesa aerea avanzato della Forza aerospaziale delle Guardie rivoluzionarie proprio nello spazio aereo dello Stretto di Hormuz. L’agenzia precisa che questo modello di drone americano è stato ritirato dal servizio diversi anni fa dalle forze navali e aeree degli Stati Uniti, sostituito dagli MQ-9. Con la distruzione di gran parte degli MQ-9, Washington sarebbe stata costretta a tornare a impiegare gli MQ-1.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).