ROMA (ITALPRESS) – Il conflitto tra Stati Uniti e Iran è entrato “in una fase di logoramento”, ricalcando in questo la situazione che si è verificata in Ucraina. E’ l’opinione di Daniele Ruvinetti, senior advisor della Fondazione Med-Or, intervistato da Claudio Brachino per Diplomacy Magazine, la rubrica di geopolitica dell’agenzia Italpress. “(Gli Stati Uniti) pensavano, in breve tempo, di rovesciare il regime iraniano, e invece hanno trovato una resistenza importante”, ha dichiarato Ruvinetti. “Non rovesci un regime solamente dall’alto, solo con una guerra aerea. E’ praticamente impossibile se non hai poi sul campo qualcuno che inneschi una rivolta o una milizia armata che marci per prendere il potere”, ha aggiunto. Secondo l’esperto, inoltre, oggi non dobbiamo più parlare solo di una dittatura religiosa, ma anche militare. “È una teocrazia, cioè di fatto una dittatura religiosa con una guida suprema che, dopo la morte della vecchia guida, è stata sostituita dal figlio, espressione dei Pasdaran, cioè dei militari iraniani che di fatto hanno preso il potere”, ha spiegato Ruvinetti.
Un altro punto di difficoltà, secondo Ruvinetti, è che gli Stati Uniti “stanno conducendo una guerra a grande distanza geografica” dal proprio territorio. “Tenere assetti militari e circa 50.000 militari intorno al Medio Oriente per supportare un’operazione del genere ha costi molto elevati”, ha osservato l’esperto. “Non arrivando a una soluzione militare, si è quindi iniziato con le trattative, spesso mediate dal Pakistan ma non solo. Queste, però, non hanno portato a una definizione importante su due punti fondamentali: la gestione dello stretto di Hormuz e il nucleare. Oggi siamo quindi in una situazione di stallo. È un po’ come è successo in Ucraina: quando una guerra non si sblocca subito, si va verso una fase di logoramento. Anche qui stiamo andando verso una fase di logoramento”, ha concluso Ruvinetti. Una guerra di logoramento, dunque, con attacchi periodici e il tentativo degli Stati Uniti di mettere in difficoltà l’Iran attraverso la pressione economica: è questa, in sintesi, la situazione attuale secondo l’esperto. Resta centrale la questione di Hormuz, uno stretto lungo circa 33 chilometri di cui solo poco più di tre navigabili per le petroliere. “Il solo rischio potenziale di prendere una mina o di essere attaccati dall’Iran con missili o droni crea già un problema per il passaggio e aumenta i prezzi delle assicurazioni. Automaticamente, quindi, le compagnie sono molto più prudenti nel far passare le loro navi mercantili nello stretto. Questo pericolo costituisce un freno molto forte”, ha osservato.
Gli effetti economici sono visibili con l’innalzamento del prezzo del petrolio e del gas, e anche in questo caso, secondo il senior advisor di Med-Or, assistiamo a una situazione di stallo. In questo contesto, all’orizzonte si profilano due elezioni importanti: quella di midterm negli Stati Uniti e quelle in Israele, che dovranno sancire una continuità o la fine del governo Netanyahu. “Penso che i Pasdaran aspettino due elezioni: quelle israeliane di ottobre e quelle americane di midterm a novembre. Se Netanyahu dovesse perdere, per loro sarebbe un risultato favorevole. È vero che in Israele, comunque, per chiunque dovesse vincere l’Iran è visto come il grande nemico. Ma non avere più Netanyahu, e magari avere un personaggio diverso, potrebbe in qualche modo cambiare un po’ la situazione”, ha osservato l’esperto. Dall’altra parte ci sono le midterm americane, e “se Trump dovesse uscire sconfitto alla Camera, o magari anche al Senato, potrebbe diventare un presidente ‘azzoppato’. Questo creerebbe molti problemi a Trump nel portare avanti una guerra che ormai dura da un po’, spendendo molti soldi e senza avere, evidentemente, grandissimi risultati fino ad oggi“, ha proseguito Ruvinetti. “Le due elezioni incideranno molto sull’Iran, ma anche sul fronte russo-ucraino, perché Trump, essendo presidente degli Stati Uniti, è un attore fondamentale e molto importante su entrambi gli scenari. Ci saranno quindi ricadute molto importanti in base a come andranno le midterm. Sarà interessante capire se i sondaggi che danno Trump in difficoltà saranno confermati oppure se arriverà un risultato diverso”, ha concluso.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).
