CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – Con la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nel giugno 2026 si chiude il più importante programma di sostegno agli investimenti pubblici dal secondo dopoguerra. Si apre ora una nuova fase, nella quale le risorse del settore Energy & Utility e la capacità industriale delle aziende che ne fanno parte possono rappresentare il principale motore di sviluppo e competitività del Paese. Secondo lo studio “Investire per competere. Il contributo delle Utility a sviluppo e occupazione del Paese”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con A2A, le aziende di questo comparto possono attivare investimenti privati complessivi per 315 miliardi di euro entro il 2035 e 825 miliardi entro il 2050, pari a circa 33 miliardi di euro all’anno.
Le risorse riguardano nove ambiti strategici: generazione elettrica da fonti rinnovabili e nucleare, soluzioni per la flessibilità del sistema elettrico, infrastrutture elettriche, infrastrutture gas, data center, teleriscaldamento, ciclo idrico integrato, trattamento dei rifiuti – trasformati in risorsa attraverso riciclo e recupero energetico – e biometano. Questi i risultati dell’analisi presentata oggi nell’ambito della 52ma edizione del Forum di Cernobbio, da Roberto Tasca, Presidente di A2A, Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A e Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di TEHA Group.
“Giugno 2026 non ha segnato solo la fine del PNRR, ma l’inizio di una prova di maturità per il nostro Paese. Per alcuni anni abbiamo potuto contare su una leva straordinaria che ha sostenuto crescita e investimenti: oggi il compito è trasformare quell’eccezionalità in un metodo, dando continuità alla modernizzazione e orientando i capitali verso le infrastrutture strategiche e i servizi che incidono sulla qualità della vita. È la condizione per non disperdere la spinta degli anni scorsi e per rafforzare il sistema economico e produttivo del Paese” – ha commentato Roberto Tasca, Presidente del Gruppo A2A. “In uno scenario internazionale attraversato da nuove competizioni tecnologiche, industriali ed energetiche, la sfida non è tornare a crescere, ma scegliere come farlo. Il settore Energy & Utility è il punto in cui la just transition incontra la politica industriale: qui gli obiettivi europei possono diventare investimenti concreti capaci di generare crescita duratura. I dati di questo Position Paper lo confermano: le risorse del comparto potranno favorire la riduzione delle emissioni di CO2 del 36% al 2050 e ogni euro investito potrà generare un impatto economico pari a 4,1 volte il valore iniziale. Valorizzare questo potenziale significa sostenere la competitività ma anche lo sviluppo sostenibile dell’intero sistema-Paese”.
“Con la conclusione del PNRR, la sfida per l’Italia è dare continuità alla crescita. E il Paese ha già una leva concreta per farlo: la capacità di investimento del settore Energy & Utility” – ha commentato Renato Mazzoncini, Amministratore delegato del Gruppo A2A. “Parliamo di 825 miliardi di euro entro il 2050 — circa 33 miliardi l’anno, pari al 9% della media degli investimenti nazionali dell’ultimo decennio. Risorse ingenti, destinate a priorità strategiche per l’Italia: sicurezza energetica, decarbonizzazione, infrastrutture, economia circolare. Attraverso modelli multi-business, l’Energy & Utility è una piattaforma industriale unica, capace di generare valore economico, ambientale e sociale. I benefici sono concreti: con una maggior efficienza energetica e una completa elettrificazione dei consumi, le famiglie potrebbero risparmiare fino a 1.000 euro l’anno. Grazie alle rinnovabili le imprese potrebbero cumulare risparmi per circa 80 miliardi al 2050. L’autonomia energetica nazionale potrebbe salire dal 26% all’81%, riducendo l’esposizione del Paese alla volatilità dei mercati. Questi investimenti potrebbero contribuire fino al 10% dell’incremento annuo del PIL nei prossimi venticinque anni, senza impatti sul debito pubblico. La sfida, quindi, non è solo quanto investire, ma come trasformare questa capacità in sviluppo industriale, competitività e sicurezza per il Paese. A2A è pronta a fare la propria parte, con gli investimenti del Piano Strategico e una presenza lungo le principali filiere della transizione”.
“Oltre agli stimoli alla crescita economica e alla transizione energetica, gli investimenti nel settore Energy & Utility sarebbero in grado di generare benefici concreti e diffusi per cittadini, imprese e territori”- ha commentato Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di TEHA. “La progressiva elettrificazione dei consumi, accompagnata dallo sviluppo delle infrastrutture energetiche necessarie alla transizione, potrebbe consentire ad una famiglia italiana media di ridurre la propria spesa energetica al 2050 del -20% rispetto a quella attuale. Inoltre, la riduzione del costo dell’energia abilitato dalla transizione energetica genererebbe per le imprese italiane risparmi cumulati, che, se reinvestiti, potrebbero generare fino a circa 260 miliardi di Euro di Valore Aggiunto per l’economia nazionale. Gli impatti degli investimenti nel settore Energy & Utility si estenderebbero anche alla dimensione ambientale e territoriale: il rafforzamento dell’economia circolare consentirebbe di azzerare il conferimento in discarica dei rifiuti urbani e di ridurre i costi di smaltimento per oltre 500 milioni di Euro nel 2050. Allo stesso tempo, gli investimenti nel ciclo idrico contribuirebbero a colmare ritardi infrastrutturali storici del Paese, evitando fino a 1,5 miliardi di Euro di sanzioni europee che l’Italia dovrebbe sostenere entro il 2050 in assenza di adeguamenti del sistema fognario e di depurazione”.
Il Next Generation EU è un intervento straordinario di politica fiscale e industriale promosso a livello comunitario. Il piano prevede una dotazione di circa 750 miliardi di euro per finanziare riforme e investimenti che hanno l’obiettivo di rilanciare la crescita economica e la competitività europea. Grazie al PNRR, l’Italia ha beneficiato del più rilevante programma di sostegno agli investimenti pubblici dal secondo dopoguerra – circa 194 miliardi di euro, tra sovvenzioni e prestiti. Nel suo periodo di attuazione, 2021-2026, questo strumento ha ricoperto un ruolo fondamentale nel supportare la crescita economica del Paese: senza il PNRR sarebbe in recessione dal 2024. Ora la sfida è: chi raccoglierà il testimone per dare continuità agli investimenti e rilanciare la competitività europea?
– Foto ufficio stampa A2A (da sin. Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di TEHA, Renato Mazzoncini, Amministratore delegato del Gruppo A2A, Roberto Tasca, Presidente del Gruppo A2A) –
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