WASHINGTON (ITALPRESS) – Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio avrebbe comunicato a diversi suoi omologhi stranieri negli ultimi giorni che “per il momento” gli Stati Uniti non prevedono di lanciare nuovi attacchi contro l’Iran. Lo scrive il portale Axios citando un funzionario statunitense e una seconda fonte a conoscenza della questione, secondo cui il capo della diplomazia Usa avrebbe invece affermato che l’attenzione è rivolta ad altri strumenti di pressione, tra cui l’iniziativa delle sanzioni annunciata nei giorni scorsi.
Il funzionario statunitense ha affermato che, sebbene Rubio abbia chiarito che gli Stati Uniti non prevedono un ritorno a operazioni di combattimento su larga scala, non ha escluso attacchi qualora l’Iran dovesse contrattaccare per primo.
Un altro funzionario statunitense ha affermato che lo sminamento dello Stretto di Hormuz da parte della Marina degli Stati Uniti rappresenta un momento cruciale nella guerra, neutralizzando in gran parte una delle principali fonti di influenza dell’Iran.
Un secondo funzionario statunitense citato da Axios ha affermato che questa politica dovrebbe rimanere in vigore almeno fino alle elezioni di medio termine, quando una nuova campagna militare potrebbe essere nuovamente presa in considerazione.
NETANYAHU “DUBITO IN UN ACCORDO CON QUEI SELVAGGI”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato di aver discusso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante il loro incontro di luglio a Washington, tre possibili approcci nei confronti dell’Iran: la diplomazia, l’azione militare e quello che lui definisce un inasprimento dell’”assedio” di Teheran. Netanyahu ha inoltre collegato la terza opzione alla campagna di sanzioni recentemente ampliata da Washington, aggiungendo di nutrire dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo con “quei selvaggi” in Iran.
In un video diffuso dal suo ufficio, tratto da un discorso in ebraico tenuto ieri sera a Gerusalemme, Netanyahu ha detto: “Ho parlato con il presidente Trump diverse settimane fa alla Casa Bianca, nello Studio Ovale. Abbiamo discusso di tre opzioni contro l’Iran”. Netanyahu ha poi aggiunto di aver espresso a Trump i suoi dubbi sulla possibilità di raggiungere un “buon accordo” con Teheran: “Gli ho detto che c’è una vecchia opzione. Certo, si può raggiungere un accordo. Un buon accordo, non abbiamo obiezioni. Dubito che si possa raggiungere un accordo con quella banda laggiù, con quei selvaggi. Ve lo dico io: non si può raggiungere un accordo”.
“La seconda opzione” discussa, ha affermato, era “un’azione militare”, aggiungendo che Israele sarebbe stato pronto a difendersi in caso di attacco da parte dell’Iran. Il premier israeliano ha affermato di aver poi presentato a Trump una terza opzione, “stringere l’assedio” all’Iran sul piano economico.
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