ROMA (ITALPRESS) – Due riservisti dell’esercito israeliano sono rimasti uccisi e quattro gravemente feriti in seguito all’esplosione di un ordigno nella città di Majdal Zoun, nel sud del Libano, avvenuta ieri. Lo hanno annunciato questa mattina le Forze di difesa israeliane (Idf). L’attacco che ha provocato vittime tra le Idf ha spinto l’esercito a riprendere le operazioni militari contro Hezbollah mercoledì, mentre i colloqui a Roma per l’estensione della tregua tra i due Paesi sembravano in fase di stallo.
Secondo un’indagine preliminare delle Idf, intorno a mezzogiorno di ieri, i soldati della brigata di riserva sono entrati in un edificio a Majdal Zoun, durante le operazioni di demolizione delle infrastrutture di Hezbollah. Mentre entravano nell’edificio, si è verificata un’esplosione che ha causato morti e feriti.
L’annuncio è giunto dopo che le Idf hanno colpito obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale ieri, in seguito all’esplosione, definita una “flagrante violazione” del fragile cessate il fuoco. Poco prima di lanciare gli “attacchi mirati” – i primi dal prima agosto – le Idf hanno emesso il primo avviso di evacuazione per un’area del Libano meridionale da settimane, invitando gli abitanti di Mansouri – località a circa 10 chilometri dal confine con Israele – ad allontanarsi di almeno un chilometro a nord del villaggio. Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che una persona è rimasta uccisa e altre dodici ferite nell’attacco, che ha colpito Tebnine, a circa 25 chilometri da Mansouri.
IDF CONDANNANO TENTATIVO DI ENTRARE IN LIBANO DI 15 CIVILI
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condannato un episodio avvenuto ieri, in cui 15 civili israeliani avrebbero danneggiato la recinzione di confine tra Israele e Libano e sarebbero entrati in Libano. L’esercito israeliano ha dichiarato che le forze di difesa e la polizia di frontiera israeliana sono state inviate nella zona e che i sospetti sono stati consegnati alla polizia israeliana. Le Idf hanno condannato il fenomeno degli israeliani che attraversano il confine con il Libano, il quale “disturba l’attività operativa dei soldati nella zona e li mette in pericolo” e “costituisce un reato penale”.
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