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Capri candidata a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028

CAPRI (ITALPRESS) – Con il dossier Le Sirene del Nuovo, Capri ha presentato la propria candidatura a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028. Il dossier è stato inviato al Ministero della Cultura, che dovrà adesso nominare la commissione di esperti che giudicherà le proposte progettuali inviate dalle città in lizza. Il dossier, elaborato anche col supporto del Comune di Anacapri e messo a punto dal pool di esperti di Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, Capitale Cultura Group e WePlan, è stato concepito come programma culturale da Marina Pizziolo e Romano Ravasio, fondatori di Art Consulting, che ne curano la direzione artistica. Al centro del progetto, una visione che abbraccia le sfide culturali, sociali e tecnologiche della contemporaneità e le declina sul contesto unico di Capri. Le Sirene non sono infatti solo un mito legato all’isola. Sono le forze che attraversano il presente: il desiderio, l’immagine, il consumo, il turismo e l’intelligenza artificiale che ne sta cambiando le condizioni. Archetipo di allarme e di seduzione, le Sirene avvertono e attraggono, come hanno sempre fatto. Da qui una scelta di tempo. Entro il 2028 il significato stesso di arte, autore e opera sarà messo in discussione, per effetto dell’intelligenza artificiale. Le Sirene del Nuovo partono da questo, non dall’arte di oggi, ma dalla sua trasformazione imminente e forse inevitabile. Da questa scelta nasce la domanda che regge il programma. Che cosa resta reale, umano e di valore quando uomo e macchina smettono di competere e cominciano a creare insieme? A questa domanda Le Sirene del Nuovo risponde con l’arte. Sei campi tematici, attivi tutto l’anno, mettono a confronto oltre 40 artisti da cinque continenti, che indagano il tema attraverso arti visive, musica, danza e performance. Questo è il modo in cui il progetto interroga il cambiamento e genera opere nuove. Il programma è concepito come un’infrastruttura culturale permanente e non come la rassegna di una stagione: si sviluppa lungo tutti i dodici mesi dell’anno, con una particolare attenzione al coinvolgimento della comunità residente, nei periodi di minore pressione turistica. E lascerà all’isola opere permanenti, reali e vive, che daranno corpo alla domanda del progetto oltre il 2028. A sostenere ricerca e formazione è una rete di università e centri di ricerca italiani e internazionali, affiancata da istituzioni culturali del Mediterraneo e dell’Africa. Perché Capri. In dieci chilometri quadrati l’isola concentra le tensioni che attraversano il presente: turismo globale e spopolamento, lusso e vulnerabilità sociale, consumo dell’immagine e autenticità dei luoghi. Capri funziona come faro e camera di pressione: attrae, mette alla prova e rende leggibile ciò che altrove si disperde.

Come duemila anni fa, quando Tiberio abbandonò Roma e scelse di governare l’Impero Romano da quest’isola, attraverso i segnali emessi da un faro, Capri raccoglie i segnali del presente e li diffonde nel mondo. Capri non mette in scena il nuovo, ne indaga i confini. “Il progetto di candidatura ha raccolto l’adesione, oltre che del Comune di Anacapri, anche di un vasto fronte istituzionale e civile – spiega il Sindaco di Capri, Paolo FalcoA ciò si sono aggiunte le partnership con prestigiose istituzioni culturali a livello nazionale e internazionale, convinte che proprio dalla nostra isola possa partire una nuova riflessione sull’arte come fattore di rigenerazione e costruzione del futuro. Il progetto sarà adesso oggetto di una condivisione ancora più profonda con la cittadinanza e il territorio, per iniziare a generare impatti concreti, aldilà degli esiti della candidatura”. Aggiungono i direttori artistici, Marina Pizziolo e Romano Ravasio: “Questo progetto è l’esito naturale di un percorso professionale costruito con governi e istituzioni internazionali su progetti di frontiera, tesi a leggere i cambiamenti prima che fossero visibili a tutti. Siamo entusiasti per la qualità e il numero delle adesioni arrivate da artisti, enti accademici e di ricerca, operatori culturali da tante parti del mondo. Il programma culturale è stato delineato in maniera precisa e articolata, così come le opere non effimere che resteranno patrimonio dell’isola e della società civile. Siamo convinti che questo progetto potenzierà la vocazione di Capri come laboratorio cosmopolita di sperimentazione e creatività, un ruolo che tante volte quest’isola ha svolto, dall’Impero romano al ventesimo secolo“.

– foto ufficio stampa Capitale Cultura Group –

(ITALPRESS).