di Massimiliano Curti
HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – Un autentico capolavoro, una pagina già indimenticabile nella storia della scherma italiana. Nell’ultima giornata di finali individuali, arriva la doppietta ed il primo oro per l’Italscherma ai Mondiali di scherma di Hong Kong, in corso sulle pedane della Asia-World Arena. Tutto merito delle ragazze del fioretto femminile del ct Simone Vanni, che giungono in blocco ai quarti per poi lasciare strada a Martina Favaretto e Arianna Errigo, approdate all’ultimo atto per una finale tutta azzurra. A trionfare, per il suo primo oro iridato in carriera, è Favaretto, in una finale che ha poca storia, come racconta lo score (15-7). Per l’Italscherma è il primo titolo iridato nella competizione cinese ed il quinto podio complessivo (oltre ad Errigo, che mette in bacheca la sua 24esima medaglia mondiale in carriera, hanno conquistato l’argento Giulia Rizzi e Davide Di Veroli nella spada e Filippo Macchi nel fioretto). Per l’Italia è anche la 125esima medaglia d’oro nella storia dei Mondiali, a un secolo esatto di distanza dalla prima vittoria di Giorgio Chiavacci (fioretto maschile) a Budapest nel 1926.
Nel complesso, con questi due podi, il fioretto femminile azzurre sale a quota 98 medaglie iridate. Numeri importanti, dunque, e onorati da una corsa verso il trionfo a dir poco impressionante di Favaretto: la 24enne padovana delle Fiamme Oro, numero 1 del tabellone e 2 del ranking, domina per 15-5 la britannica Amelie Tsang al debutto nel tabellone delle 64, poi per 15-4 mette al tappeto la russa Aila Mamedova e la canadese Jessica Zi Jia Guo, guadagnando la semifinale con un eloquente 15-3 sull’altra nordamericana Nadia Hayes. Prime complicazioni proprio in semifinale, dove però riesce sempre a tenere a bada la giapponese Yuka Ueno, eliminata per 14-11. Poi il trionfo contro la compagna di nazionale di cui non si sente, giustamente, sua erede. “Sarebbe un peso troppo grosso… Le sensazioni? Non so descriverle nemmeno io, lo volevo tanto e mi chiedevo se sarebbe mai arrivato perché mi sono piazzata terza per due volte al Mondiale. Ci tenevo tanto e sono davvero felicissima”, le parole della veneta, che era stata bronzo ai Mondiali di Milano 2023 e Tbilisi 2025.
Errigo, 38enne brianzola dei Carabinieri ormai fissa a Frascati, già iridata nel 2013 e 2014, fa il suo ingresso in gara con un 15-9 sull’atleta di Macao Ku Hio Lam, poi esclude per 15-10 la cinese Fu Yingying e la coreana Jihee Park (15-6) per accedere nell’altro derby di giornata, quello dei quarti con la brava Anna Cristino, superata per 15-8. In semifinale la veterana azzurra, seguita a fondo pedana per la prima volta in un Mondiale dal maestro e marito Luca Simoncelli (nello staff tecnico di Vanni), non ha problemi a mettere ko l’ucraina Alina Poloziuk per 15-7 prima di ‘consegnarsi’ alla voracità agonistica di Favaretto, che mette in bacheca il suo primo oro iridato. “Ma il mio è un argento vinto, sono arrivata qui nelle peggiori condizioni possibili. E poi Martina è il futuro del fioretto azzurro”, spiega l’argento olimpico a squadre di Parigi, presentatasi in Cina con i suoi due inseparabili gemelli ma senza un filo di voce e con i postumi di un virus che ne ha rallentato la preparazione. Top 8 raggiunta anche dalla leader del ranking, Martina Batini, costretta però a lasciare strada (15-9) proprio a Poloziuk e ad accontentarsi di un amarissimo quinto posto (sesta Cristino).
“Come vive un ct una finale con due azzurre? La vive benissimo. Ha finito il lavoro ed è venuto bene, quindi si gode finalmente l’unico assalto della giornata, perché gli altri sono pieni di tensione e aspettative, per cui l’assalto della finale con due italiane è il migliore possibile”. Così il ct del fioretto azzurro, Simone Vanni, commentando la doppietta tutta italiana
Zero soddisfazioni invece dalla sciabola. L’unico ad arrivare al secondo turno è Michele Gallo: il 25enne salernitano dei Carabinieri, oro iridato con la squadra a Tbilisi 2025 e campione europeo individuale nel 2024, si arrende per 15-9 al francese Sebastien Patrice, numero uno del tabellone, e termina 28esimo. Subito fuori Pietro Torre (39°), Cosimo Bertini (42°) e Matteo Neri (49°). Primo oro russo con Pavel Graudyn. Domani al via la prima delle tre giornate dedicate alle prove a squadre. Toccherà subito agli azzurri del fioretto maschile, campioni in carica, e spada femminile. Il ct dei fiorettisti Simone Vanni schiererà Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Martini e Tommaso Marini; l’Italia delle spadiste, guidata dal ct Dario Chiadò, schiererà invece in pedana Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo e Gaia Caforio.
FAVARETTO ED ERRIGO DA URLO IN PEDANA, MA CHE FATICA CON LO SPUMANTE…
Le due protagoniste della finale tutta azzurra di fioretto femminile ai Mondiali di Hong Kong, festeggiano in hotel con tutta la delegazione azzurra, guidata dal presidente Fis Luigi Mazzone, l’oro e l’argento conquistati. Prima del brindisi, però, quanta fatica a stappare lo spumante: molto meglio in pedana, dove le due hanno dettato legge con la loro grinta e la loro scherma
– Foto ufficio stampa Federscherma –
(ITALPRESS).
