HomeEnergiaPolaris, nel secondo trimestre 2026 mix energetico sostenuto dalle fonti fossili

Polaris, nel secondo trimestre 2026 mix energetico sostenuto dalle fonti fossili

ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre dell’anno, periodo in cui la domanda di energia primaria totale del Paese si riduce fisiologicamente per effetto del venir meno dei consumi da riscaldamento, le fonti fossili continuano a rappresentare la componente prevalente del mix energetico, coprendo complessivamente il 71% del fabbisogno. Le fonti rinnovabili consolidano il proprio contributo (23%), sostenute anche dal crescente apporto di solare ed eolico. Permane la prevalenza di prodotti derivati dal petrolio come fonte chiave nel settore dei trasporti. E’ quanto emerge dai dati di Polaris, il nuovo osservatorio di Snam su dati, analisi e trend del sistema energetico italiano. In questo contesto, il gas naturale si conferma una componente centrale del sistema energetico nazionale, rappresentando il 30% della domanda di energia primaria. Superiore, anche se di poco, ai consumi dello stesso periodo dell’anno scorso, la domanda complessiva di gas nel secondo trimestre del 2026 è stata trainata in modo significativo dal settore della generazione elettrica.

Prosegue in continuità la campagna di riempimento dei siti italiani di stoccaggio del gas, che anche nel corso dell’inverno 2025-2026 hanno svolto un ruolo centrale nel bilanciamento del sistema energetico. Con i volumi immagazzinati nei depositi – giacimenti naturali che hanno esaurito la loro fase produttiva, oggi riconvertiti a stoccaggi – è stato possibile attenuare potenziali tensioni sul lato dell’offerta mitigando l’impatto della volatilità dei mercati globali, che proprio in inverno – del resto – tende ad accentuarsi. Tra ottobre 2025 e marzo 2026, in particolare, i siti italiani – la cui capacità complessiva è di 19 miliardi di metri cubi (mld mc) – ne hanno erogato 9,5 miliardi, coprendo il 23% della domanda gas. L’elevato livello di scorte accumulato prima dell’inverno, la gestione flessibile dei prelievi e il tempestivo avvio della campagna di riempimento 2026, nonostante gli effetti della crisi in Medio Oriente, hanno permesso agli stoccaggi italiani di raggiungere già il 67% di riempimento al 30 giugno.

Si tratta di un livello superiore di 9 punti percentuali rispetto a quello registrato nello stesso mese nel 2022, anno della crisi energetica conseguente al conflitto in Ucraina, e di circa 18 punti percentuali rispetto alla media europea: L’Italia è ad oggi il Paese con il maggior volume di metano stoccato. A giugno cresce del 3% la domanda di gas. I consumi sono arrivati quasi a 4 miliardi di metri cubi. Il confronto con lo stesso mese dell’anno scorso evidenzia l’incidenza prevalente del settore termoelettrico, cresciuto addirittura dell’11%. L’ondata di calore di fine mese e il concomitante calo della produzione idroelettrica, dunque, hanno reso evidente come anche d’estate l’integrazione energetica tra le fonti sia essenziale per la stabilità del sistema. Allargando lo sguardo all’intero primo semestre, la domanda si attesta a 33,1 miliardi mc, leggermente al di sopra dello stesso periodo dell’anno precedente (+0,1%). Nel periodo gennaio-giugno aumenta il gas immesso in rete. A trainare è la crescita dell’import di GNL di 0,5 miliardi mc (+5%), grazie anche al contributo della nuova FSRU di Ravenna (entrata in esercizio a maggio 2025). La crisi di Hormuz ha inciso solo sul mese di giugno, con volumi di GNL in flessione di 0,6 miliardi mc (-11%).

– foto ufficio stampa Snam –

(ITALPRESS).