TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Due forti esplosioni hanno scosso questa mattina la provincia iraniana di Bushehr, nel sud del Paese, a seguito di un attacco americano. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale Fars, citando un responsabile della provincia. Sempre secondo fonti iraniane, un altro attacco statunitense ha colpito all’alba la città di Jowar, nella provincia di Ilam. Il vice governatore per la sicurezza di Bushehr ha confermato che le città di Bushehr e Dashti sono state bersaglio di attacchi all’alba, precisando tuttavia che non si registrano al momento perdite umane. Le notizie giungono mentre è in corso un’escalation di tensioni tra Stati Uniti e Iran, dopo le recenti minacce iraniane di colpire interessi americani in caso di attacchi ai siti nucleari della Repubblica Islamica.
KUWAIT, INTERCETTATI DRONI OSTILI PROVENIENTI DALL’IRAN
L’esercito del Kuwait ha annunciato all’alba di oggi che le sue batterie di difesa aerea stanno intercettando droni ostili provenienti dall’Iran. In un comunicato breve, le forze armate kuwaitiane hanno precisato che i sistemi di difesa stanno conducendo operazioni di intercettazione contro questi velivoli senza pilota. Gli scoppi uditi in diverse zone del Paese sono dovuti all’attivazione delle difese aeree durante l’azione contro gli obiettivi ostili. Al momento non sono stati forniti dettagli sul numero di droni intercettati, né sono state segnalate vittime o danni provocati dall’evento.
L’episodio arriva dopo che media ufficiali iraniani avevano riferito ieri che il Comando congiunto supremo iraniano (nota come “Quartier generale Khatam al-Anbiya”) aveva minacciato di colpire interessi americani e dei suoi alleati nel caso in cui Washington attaccasse siti nucleari iraniani. La dichiarazione iraniana fa seguito all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti colpiranno “molto presto” la zona di Jabal al-Fas.
GIORDANIA, LANCIATI SEI MISSILI DALL’IRAN, 4 INTERCETTATI
L’esercito giordano afferma che sei missili iraniani sono stati lanciati contro la Giordania, quattro dei quali sono stati intercettati. Gli altri due missili hanno colpito “aree remote e disabitate”, si legge nel comunicato. “I sistemi di difesa aerea hanno rilevato sei missili lanciati dal territorio iraniano verso il regno e li hanno intercettati immediatamente al loro ingresso nello spazio aereo giordano”, ha dichiarato una fonte militare citata dall’agenzia di stampa ufficiale Petra. Non si segnalano feriti né danni a seguito dell’attacco, secondo i media locali.
RUBIO “APERTI A DIALOGO, PERICOLOSO PRECEDENTE CONSENTIRE CONTROLLO HORMUZ”
“So che c’è una questione che preoccupa tutti ed è ciò che sta accadendo in Medio Oriente. Vorrei ribadire ancora una volta che gli Stati Uniti sono da sempre impegnati nella diplomazia. Siamo aperti al dialogo e sempre disposti a impegnarci in soluzioni negoziate per risolvere le divergenze. E questo vale anche nel caso dell’Iran”. Così il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, durante un incontro con l’Asean a Manila. “Purtroppo, al momento, nonostante i loro contatti diretti, pur avendo raggiunto degli accordi, non hanno mantenuto i loro impegni. Il problema è che non prendono sul serio i colloqui. Se non li prendono sul serio, faremo il necessario per proteggere i nostri interessi e anche gli interessi dei nostri alleati. In sostanza – ha aggiunto – la questione è molto semplice. L’Iran rivendica il diritto, che non gli è riconosciuto da alcun meccanismo giuridico esistente, di controllare il transito del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz”.
“Si tratta di una via navigabile internazionale. Se creiamo un precedente in Medio Oriente, dove uno Stato può decidere di controllare una via navigabile internazionale, imporre un pedaggio e, in caso di mancato pagamento, distruggere le navi – ha spiegato il segretario di Stato Usa – creiamo un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione. Quindi, ciò che è in gioco qui non è semplicemente la questione di ciò che sta accadendo nello Stretto di Hormuz. È in gioco un principio fondamentale: la libertà di navigazione. Ma come ho detto, gli Stati Uniti restano aperti e disposti a impegnarsi in negoziati e colloqui positivi e costruttivi, a condizione che gli impegni presi vengano rispettati. E quando questi impegni non vengono rispettati, come è accaduto in questo caso specifico, allora ci saranno delle conseguenze. E questo deve accadere. Se queste conseguenze non esistessero, oggi vivremmo in un mondo in cui una percentuale significativa dell’approvvigionamento energetico di questa regione e il 20% dell’approvvigionamento energetico mondiale è tenuta in ostaggio da uno Stato-nazione, da un regime canaglia, che intende appropriarsi di tale risorsa e del diritto di imporre pedaggi e controllare il traffico marittimo”, ha concluso Rubio.
IRAN NEGA LE ACCUSE FRANCESI DI TRATTAMENTO INUMANO A DIPLOMATICI
La diplomazia iraniana ha smentito le accuse formulate dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot secondo cui due funzionari dell’ambasciata di Francia a Teheran sarebbero stati vittime di atti di intimidazione e violenze. Lo riporta la Tv al Jazeera.
In un comunicato, il Ministero degli Esteri iraniano ha definito infondate le affermazioni di Parigi, negando qualsiasi episodio di “trattamento terroristico” nei confronti del personale dell’ambasciata francese. Barrot aveva denunciato lunedì che due diplomatici francesi erano stati fermati e trattenuti per diverse ore nella serata di domenica da autorità iraniane, in quello che ha definito “una grave violazione dell’immunità diplomatica”.
Secondo il ministro, i due sarebbero stati interrogati senza motivo e uno di loro avrebbe subito un’aggressione fisica prima di poter fare ritorno all’ambasciata. I due funzionari si troverebbero ora in un luogo sicuro e dovrebbero rientrare in Francia nelle prossime ore. Il titolare del Quai d’Orsay ha espresso “piena solidarietà” nei loro confronti.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
