La Regione del Veneto ha dichiarato lo Stato di Emergenza Regionale a causa della grave crisi idrica che sta interessando l’intero territorio. L’ordinanza, firmata dal presidente Alberto Stefani, è stata adottata in seguito alle persistenti condizioni di siccità, alla riduzione delle portate dei principali corsi d’acqua e al rischio di risalita del cuneo salino, soprattutto nel bacino del fiume Po.
I dati evidenziano una situazione particolarmente critica. Dall’inizio dell’anno idrologico, al 31 maggio 2026, il deficit di precipitazioni ha raggiunto il 28%, pari a circa 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua mancanti. Dopo un marzo con piogge inferiori del 21% rispetto alla media, anche aprile e maggio hanno registrato precipitazioni ben al di sotto dei valori storici. Le elevate temperature primaverili hanno inoltre accelerato lo scioglimento della neve, riducendo una delle principali riserve idriche della regione.
Anche i principali fiumi veneti mostrano livelli sensibilmente inferiori alla norma: Piave, Brenta e Po registrano portate inferiori del 23%, mentre l’Adige è al -21%. In costante diminuzione anche il livello del Lago di Garda.
L’ordinanza invita tutte le strutture regionali competenti ad adottare misure per un utilizzo più parsimonioso e sostenibile della risorsa idrica, limitando ogni possibile spreco. Particolare attenzione è rivolta al bacino dell’Adige, dove dovrà essere garantita la portata minima prevista nel tratto di Boara Pisani.
La Regione rivolge inoltre un appello ai cittadini affinché adottino comportamenti responsabili nell’utilizzo dell’acqua potabile. È raccomandato evitare gli sprechi, limitare gli usi non essenziali, ridurre il consumo per l’irrigazione di giardini e aree verdi, utilizzare l’acqua solo per le reali necessità domestiche e prestare particolare attenzione ai consumi durante i mesi estivi, quando la domanda idrica raggiunge i livelli più elevati.
Ai Consorzi di bonifica e irrigui viene chiesto di promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte alle aziende agricole per un uso efficiente dell’acqua, programmando gli interventi irrigui in base alle reali esigenze delle colture e predisponendo specifici piani di gestione della siccità. Ai gestori degli invasi idroelettrici è invece richiesto di preservare, per quanto possibile, le riserve idriche, così da garantire un eventuale supporto alle esigenze irrigue qualora la situazione dovesse peggiorare nelle prossime settimane.
La Regione continuerà a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione meteorologica e idrologica, con l’obiettivo di adottare ulteriori misure qualora l’emergenza dovesse protrarsi durante l’estate.
