TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – È arrivato questa mattina nella Mosalla dell’Imam Khomeini a Teheran il feretro del defunto Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso lo scorso febbraio in un attacco aereo congiunto americano-israeliano. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa ufficiale Irna, secondo cui il corpo del “martire” della Rivoluzione Islamica è giunto nella grande sala di preghiera della capitale in preparazione delle cerimonie di commiato e del corteo funebre.
Le esequie di Stato del leader, deceduto il 28 febbraio 2026 all’inizio della guerra con Israele e Stati Uniti, si svolgeranno in più fasi tra Iran e Iraq dal 4 al 9 luglio. Le autorità hanno organizzato una serie di eventi che toccheranno Teheran, Qom e Mashhad, dove Khamenei sarà sepolto nel santuario dell’Imam Reza, sua città natale. Le celebrazioni, rinviate per mesi a causa del conflitto, prevedono una massiccia partecipazione popolare e delegazioni internazionali. Le forze di sicurezza iraniane hanno predisposto imponenti misure di ordine pubblico.
PRESIDENTE PARLAMENTO “NON PERMETTEREMO A USA INTERFERIRE IN STRETTO HORMUZ”
In vista dell’inizio di un nuovo ciclo di colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti, il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha ribadito che il suo Paese non permetterà agli Stati Uniti di interferire nello Stretto di Hormuz. Lo riporta la Tv al Arabiya. Durante l’incontro avuto oggi con He Wei, Vicepresidente del Comitato Permanente del Congresso Nazionale del Popolo Cinese, il capo negoziatore iraniano ha aggiunto che Teheran “ha concordato con il Sultanato dell’Oman un meccanismo di navigazione nello Stretto di Hormuz basato sull’articolo 5 del Memorandum d’intesa” firmato con gli Stati Uniti lo scorso giugno. Ha sottolineato che il suo Paese sta procedendo con l’attuazione del meccanismo di navigazione nello Stretto di Hormuz e si consulterà con i Paesi che si affacciano sulle acque territoriali.
In un incontro separato con una delegazione libanese che rappresentava il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, presente ai funerali della Guida Suprema Ali Khamenei, Qalibaf ha affermato che gli israeliani stanno cercando di minare il Memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Ha però sottolineato che “le capacità di deterrenza dell’Iran nella regione impediranno agli israeliani di riprendere la guerra”. I colloqui e i negoziati indiretti tenutisi martedì e mercoledì a Doha tra Iran e Stati Uniti hanno toccato la questione dello Stretto di Hormuz, nonché quella dei fondi iraniani congelati all’estero.
PRIMA APPARIZIONE PUBBLICA COMANDANTE PASDARAN VAHIDI DOPO MESI DI GUERRA
È avvenuta oggi la prima apparizione pubblica del comandante in capo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica da quando è scoppiato il conflitto. Il generale di brigata Ahmad Vahidi ha incontrato a Teheran il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi. La notizia è stata diffusa dai media iraniani e pakistani, che hanno diffuso immagini dell’incontro. Vahidi, nominato al vertice dei Pasdaran il 1° marzo 2026 in sostituzione del predecessore Mohammad Pakpour (ucciso nei bombardamenti iniziali del conflitto), era rimasto finora lontano dalla scena pubblica.
Secondo fonti vicine ai due Paesi, i colloqui hanno riguardato la sicurezza regionale, la cooperazione ai confini e le relazioni bilaterali tra Iran e Pakistan. Naqvi si trova in visita a Teheran per la seconda volta in pochi giorni, nell’ambito di sforzi di mediazione tra Iran e altri attori regionali. Vahidi, figura di lungo corso nel Pasdaran (in passato anche comandante del Quds Force e ministro dell’Interno), è considerato uno dei massimi esponenti della linea dura all’interno del regime iraniano. La sua apparizione avviene mentre l’Iran attraversa una fase delicata tra cessate il fuoco fragile e negoziati in corso.
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