di Enrico Currò
MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Didier è un uomo di grande personalità, autorevolezza, carisma ed equilibrio. Sono certo che saprà uscire senza ulteriori traumi da questo momento difficile, in cui al dolore per la perdita di sua mamma si è aggiunto lo sconcerto per una vignetta a dir poco sgradevole”. A parlare è Narciso Pezzotti, già assistente di Deschamps al Monaco della finale di Champions persa nel 2004 col Porto e suo amico di lunga data. Il colloquio con Italpress avviene a poche ore dalla partita dei sedicesimi di finale del Mondiale tra Francia e Svezia, agitata dal caso della vignetta del settimanale satirico “Charlie Hebdo” che raffigura il ct francese con la coppa del mondo in cui sono contenute le ceneri della madre Ginette scomparsa la settimana scorsa.
L’allusione è al blitz per partecipare ai funerali e al rientro negli Usa dopo Francia-Norvegia (4-1), dove sulla panchina dei Bleus si è provvisoriamente seduto il vice Guy Stéphan. Pezzotti conosce dagli anni Ottanta l’attuale commissario tecnico della Francia, quando era il centrocampista fulcro della Juventus e lui il più stretto collaboratore di Marcello Lippi, che avrebbe poi seguito all’Inter, nella Nazionale campione del mondo a Berlino 2006 e in Cina al Guangzhou.
E sulla vicenda di queste ore non ha dubbi: “Non c’è limite alla mancanza di cultura, purtroppo, e quella vignetta lo denota. Ma Didier è forte, un basco tutto d’un pezzo: sa gestire tutte le situazioni, anche le più complesse” le sue parole all’Italpress. Il ct francese, basco di Bayonne, ha una parabola calcistica eloquente e non ha mai rifiutato le sfide, a cominciare da quella della stagione 2006-2007 del dopo Calciopoli, quando riportò in serie A la Juventus:”I suoi tratti distintivi sono il carattere e la cultura calcistica. L’essere stato centrocampista, regista della Juve, l’ha certamente facilitato nel lavoro da allenatore. Da giocatore non era nato baciato dal Dio del calcio, ma si è costruito strada facendo, il che lo ha poi facilitato nell’insegnamento”.
Deschamps ha preannunciato da mesi che lascerà la Nazionale alla fine del Mondiale, con l’ex fuoriclasse Zinédine Zidane tra i più autorevoli candidati alla successione: “Non so che cosa Didier farà dopo, ma so che è una persona di grande equilibrio, un conoscitore di calcio, per di più eccellente nei rapporti. Un basco nel senso autentico della parola: non si fa imporre nulla e a gestire i talenti anche col carisma. L’ho risentito dopo il lutto per la madre, e mi ha risposto subito, è una persona vera”.
Pezzotti conclude la sua disamina sul futuro calcistico di Deschamps ricordandone il patrimonio di esperienza, che a suo giudizio non verrà disperso: “Quattordici anni in un ruolo come il suo possono certamente logorare chiunque, ma uno con le sue competenze e il suo carattere può fare tutto, dell’allenatore al dirigente. Bisogna vedere se ne ha la volontà, dipenderà da lui. Adesso ha un Mondiale da completare nel migliore dei modi e lo farà”. Il diretto interessato concorda. Nella conferenza stampa prima della partita con la Svezia a New York, Deschamps ha voluto rassicurare tutti: “Dopo tutto quello che è successo si riparte da capo: rimettiamo il contachilometri a zero”.
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(ITALPRESS).
