TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – La Cina ha invitato il Pakistan a “intensificare” gli sforzi di mediazione tra Iran e Stati Uniti per contribuire a porre fine alla guerra in corso in Medio Oriente. Si tratta dell’ultima iniziativa diplomatica di Pechino mentre crescono i timori per un possibile collasso dei canali di distensione tra Washington e Teheran. Secondo la Tv al Arabiya, che cita fonti di Pechino, il ministro degli Esteri Wang Yi ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo pakistano Ishaq Dar, confermando il sostegno della Cina agli sforzi guidati da Islamabad per avvicinare le posizioni delle due parti. Pechino ha esortato il Pakistan a rafforzare il ruolo di mediatore, sottolineando la disponibilità cinese a sostenere qualsiasi iniziativa diplomatica volta a ridurre le tensioni e a concludere il conflitto.
Il passo cinese arriva in un momento in cui il ruolo del Pakistan assume crescente importanza come canale di comunicazione indiretto tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha infatti dichiarato nei giorni scorsi di attendere una “valutazione più dettagliata” dai mediatori pakistani sulle trattative in corso con Washington. La mossa di Pechino coincide con la visita del presidente americano Donald Trump a Pechino, prevista per la serata di mercoledì. Al centro dei colloqui con il presidente Xi Jinping figurano proprio la guerra con l’Iran e la questione nucleare iraniana. La Cina rappresenta il principale partner economico dell’Iran e il maggiore importatore del suo petrolio, fattore che le conferisce un significativo peso in qualsiasi sforzo diplomatico legato alla crisi attuale. Nelle ultime settimane il Pakistan è emerso come mediatore chiave nei contatti indiretti tra Washington e Teheran, trasmettendo proposte su cessate-il-fuoco, programma nucleare iraniano e futuro della distensione regionale.
BAGHAEI “SCONTRO TRA BENE E MALE”
Teheran ha rivolto dure critiche agli Stati Uniti e a Israele, senza nominarli esplicitamente, dopo il rifiuto iraniano dell’ultima proposta americana per porre fine al conflitto. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in un lungo messaggio pubblicato su X, ha messo in guardia dal rischio che il mondo scivoli “nella voragine del caos e della sottomissione”. Baghaei ha definito la guerra in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele come “uno scontro tra il bene e il male”.
“Gli Stati Uniti e Israele – ha scritto – hanno scatenato questa guerra di aggressione il 28 febbraio 2026, per la seconda volta in meno di un anno, mentre l’Iran e gli Stati Uniti erano impegnati in negoziati diplomatici. Non si tratta soltanto di un conflitto per territori, risorse o geopolitica: è una guerra che determinerà il significato di bene e male nella nostra epoca e nel futuro”. Il portavoce ha sottolineato che l’Iran “non accetterà un mondo dominato da potenze arroganti, schiaviste e non soggette a responsabilità, che governano attraverso coercizione, menzogne e ricatti”.
“Il silenzio in momenti come questi – ha aggiunto – equivale a complicità con il male”. Baghaei ha quindi lanciato un appello: “Se rifiutate la via della barbarie e dell’egemonia, abbiate il coraggio morale di parlare, di agire e di schierarvi dalla parte giusta della storia, prima che il mondo precipiti nella voragine del caos”.
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