ROMA (ITALPRESS) – I colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan non hanno consentito di raggiungere un accordo fra le parti. Lo ha riferito il vicepresidente JD Vance, secondo cui l’Iran non sarebbe disposto a rinunciare al programma di arricchimento dell’uranio. Secondo i media iraniani i punti su cui non si è raggiunta l’intesa sono almeno due.
MEDIA IRAN, NAVE USA A HORMUZ TORNATA INDIETRO DOPO AVVERTIMENTO TEHERAN
Una fonte di alto livello della sicurezza iraniana, citata dall’agenzia Tasnim, ha smentito la notizia del passaggio di una nave militare statunitense dallo Stretto di Hormuz, definendo le dichiarazioni dei funzionari americani “irrealistiche e volte a compensare l’ennesimo fallimento sul campo”. Secondo la fonte la nave dopo un avvertimento da parte delle forze armate iraniane ha cambiato rotta ed è tornata indietro.
TRUMP “NUMERO ENORME DI PETROLIERE SI STA DIRIGENDO NEGLI USA, VI ASPETTIAMO”
“Un numero enorme di petroliere completamente vuote, alcune delle più grandi al mondo, si stanno dirigendo proprio ora verso gli Stati Uniti per caricare il petrolio (e gas!) migliore e più “dolce” del mondo. Abbiamo più petrolio di quanto ne abbiano le due maggiori economie petrolifere al mondo messe insieme, e di qualità superiore. Vi stiamo aspettando. Tempi di consegna rapidi!”. Così sul social Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
“I media delle fake news hanno perso completamente credibilità, non che ne avessero mai avuta fin dall’inizio. A causa della loro enorme Sindrome da Disturbo di Trump, amano dire che l’Iran sta “vincendo” quando, in realtà, tutti sanno che sta perdendo, e sta perdendo alla grande”. “La loro Marina è distrutta, la loro Aeronautica è distrutta, il loro apparato antiaereo è inesistente, il radar è morto, le loro fabbriche di missili e droni sono state in gran parte annientate insieme ai missili e ai droni stessi e, cosa più importante, i loro “leader” di lunga data non sono più tra noi – prosegue Trump -. L’unica cosa che gli resta è la minaccia che una nave possa “incagliarsi” in una delle loro mine marine, e tra l’altro tutte le loro 28 navi posamine giacciono sul fondo del mare. Stiamo iniziando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, non hanno il coraggio o la volontà di fare questo lavoro da soli – sottolinea il presidente degli Usa -. È molto interessante, tuttavia, che navi petrolifere vuote provenienti da molte nazioni siano tutte dirette negli Stati Uniti d’America per caricare petrolio”.
-Foto IPA Agency-
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