TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Un attacco missilistico iraniano su Gerusalemme ha fatto risuonare le sirene. Udite numerose esplosioni mentre le Forze di difesa israeliane hanno fatto sapere di avere rilevato lanci di missili dall’Iran e che i sistemi di difesa aerea erano in azione per intercettarli. La contraerea ha intercettato l’attacco e frammenti di missili sono caduti in aree aperte senza causare nè danni né vittime. Le Idf hanno recentemente completato un’altra ondata di attacchi contro le infrastrutture iraniane nel cuore di Teheran.
ATTACCHI ISRAELIANI A ISFAHAN E TEHERAN
Nel 32mo giorno del conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti, la città di Isfahan è stata teatro di violenti attacchi aerei. Secondo un alto funzionario americano citato dai media arabi, gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella zona centrale del Paese con numerose bombe penetranti. Nelle stesse ore diverse esplosioni sono state udite nei dintorni dell’aeroporto di Shiraz e nella zona di Ahvaz. Nella capitale Teheran, l’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito di forti boati seguiti da interruzioni di corrente in alcuni quartieri, in particolare nella zona orientale della città. Le autorità hanno fatto sapere che sono al lavoro per ripristinare l’energia elettrica. Isfahan rappresenta uno dei principali poli industriali e militari dell’Iran: ospita il grande complesso siderurgico Mobarakeh Steel, impianti petrolchimici, industrie aeronautiche e basi militari. La città si trova inoltre nelle vicinanze di importanti siti nucleari, tra cui la struttura di Natanz per l’arricchimento dell’uranio.
VICEPRESIDENTE IRAN “IL NEMICO CI SUPPLICA DI NEGOZIARE”
Il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, ha dichiarato oggi che gli “avversari” del Paese (in riferimento soprattutto agli Stati Uniti) stanno “supplicando” Teheran per aprire negoziati sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, arteria vitale per il trasporto mondiale di petrolio. “Le nostre forze armate sono tra le più forti al mondo. Abbiamo sconfitto gli aggressori e ora ci supplicano di negoziare sullo Stretto di Hormuz. Dobbiamo però vedere fino a che punto sono disposti a fare concessioni”, ha affermato Aref, secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim e da altri media iraniani. Il vicepresidente ha aggiunto che Washington dovrebbe pronunciare la “frase d’oro”: “Non attaccheremo più l’Iran e riconosceremo tutti i suoi diritti internazionali”. Solo a queste condizioni, ha detto, si potrà valutare il da farsi.
Le dichiarazioni arrivano mentre il presidente americano Donald Trump ha rinnovato le minacce a Teheran, fissando come scadenza il 6 aprile 2026 per la piena riapertura dello stretto, pena attacchi devastanti alle infrastrutture energetiche iraniane, inclusa l’isola di Kharg e le centrali elettriche. Aref ha oggi ribadito che “il regime dello Stretto di Hormuz non sarà più come prima”. Il tono assertivo di Teheran contrasta con le dichiarazioni di Trump, che parla di “progressi significativi” nei contatti indiretti e di un possibile accordo imminente, pur mantenendo alta la pressione militare con un forte dispiegamento navale nel Golfo.
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