VENEZIA (ITALPRESS) – La crescente presenza del pesce siluro nel Lago di Garda rappresenta oggi una delle principali criticità ambientali ed economiche dell’area. Le catture di questa specie alloctona ed altamente invasiva sono aumentate sensibilmente negli ultimi anni. In più, il siluro è considerato un “super-predatore”: si nutre di numerose specie ittiche e altera profondamente l’equilibrio del lago, mettendo a rischio la biodiversità. La sua elevata capacità di adattamento – può vivere anche in acque con poco ossigeno o condizioni difficili – lo rende particolarmente competitivo rispetto alla fauna locale. Un quadro che ha portato amministratori e categorie a chiedere un intervento regionale, sfociato stamattina nell’incontro promosso dall’assessore regionale alla pesca Dario Bond con pescatori, tecnici e istituzioni locali. All’appuntamento presso l’azienda agricola Casetto di Cisano di Bardolino ha partecipato anche l’assessore regionale Diego Ruzza.
“Il pesce siluro è una problematica annosa, segnalata da tempo dal territorio – ha spiegato Bond – tanto che è stato chiesto un intervento regionale per individuare soluzioni concrete. È un fenomeno che va affrontato con serietà, perché sta creando difficoltà reali alla pesca e all’equilibrio del lago. Accanto agli aspetti critici, però, emerge anche una possibile opportunità economica: il siluro ha infatti un mercato consolidato soprattutto nei Paesi del Nord Europa come Germania, Repubblica Ceca e Polonia. Non si tratta quindi di pescare un prodotto destinato a essere scartato: esiste già una filiera commerciale reale. Il prezzo del pesce fresco si aggira attorno ai 2,50-2,70 euro al chilo e viene regolarmente consumato”. L’obiettivo della Regione, d’accordo coi pescatori, è quindi duplice: contenere l’impatto ambientale e valorizzare economicamente la specie: “Ci attiveremo per rafforzare la filiera commerciale del siluro, garantendo ai pescatori uno sbocco certo e strutturato. Questo significa dare stabilità al mercato e trasformare una criticità in una risorsa”.
Parallelamente, resta centrale il sostegno alla pesca professionale gardesana: “Dobbiamo stare vicino ai pescatori, che rappresentano una realtà importante ma non strutturata su larga scala – ha aggiunto Bond –. Serve supporto concreto, sia nella sperimentazione sia nell’acquisto di attrezzature adeguate, perché cambia il sistema di pesca e cambiano anche le reti necessarie“. Un aiuto potrà arrivare anche dai fondi europei: “Attraverso i fondi Feampa possiamo intervenire per sostenere il settore, ad esempio realizzando centri di stoccaggio temporaneo. Nei periodi caldi è fondamentale mantenere il pesce a temperatura controllata per garantirne la qualità e il valore commerciale”. L’incontro odierno a Cisano è un primo passo verso una strategia condivisa: “È stata un’occasione importante, perché ci siamo confrontati apertamente: erano presenti pescatori, tecnici, rappresentanti istituzionali e politici. C’è grande interesse sul tema e, pur senza fare promesse, esco da questa riunione con segnali di positività”. Nel corso del confronto è emersa anche un’altra criticità che incide sull’equilibrio del lago: “Abbiamo affrontato anche il tema del cormorano, e della necessità di avviare interlocuzioni con Ispra. È urgente predisporre un piano specifico per il lago di Garda, perché questo animale può incidere pesantemente sulla fauna ittica, arrivando a compromettere anche il novellame, cioè la base della pesca futura. Su questo fronte ci impegneremo”.
Il percorso avviato punta quindi a una gestione integrata delle criticità del Garda: “Da oggi si apre una nuova fase fatta di dialogo e collaborazione. Ci siamo seduti allo stesso tavolo con tutti i pescatori professionali del lago di Garda e con le istituzioni. Dobbiamo tutelare una categoria che è parte della storia del lago di Garda – ha concluso Bond – e fare in modo che possa continuare a lavorare e a essere protagonista del territorio”.
– foto ufficio stampa Regione Veneto –
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