WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Oggi è un enorme onore dare il benvenuto a tutti voi all’incontro inaugurale del Board of Peace. Credo sia il consiglio più significativo di sempre, sia per il potere sia per il prestigio. Non c’è mai stato nulla di simile, perché questi sono i più grandi leader mondiali, quasi tutti hanno accettato di partecipare, e quelli che non lo hanno fatto lo faranno. Non si può scherzare con me: questo consiglio è davvero importante.” Così il presidente americano Donald Trump in occasione della cerimonia del primo incontro del Board of Peace che ha riunito i rappresentanti di oltre 40 Paesi, tra cui l’Italia, che con la presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani ha preso parte al vertice di Washington come Paese osservatore.
Trump ha anche parlato della stabilizzazione di Gaza e del coinvolgimento internazionale nel territorio: “Molti paesi, anche quelli che non hanno nulla a che fare con il Medio Oriente, vogliono essere coinvolti– ha aggiunto Trump -. Vogliono inviare soldati e mandare truppe a combattere, ma non credo sarà necessario. Spero davvero che non lo sarà, perché Hamas mi ha fatto una promessa, eliminare e consegnare le armi. Sembra che lo faranno, ma se non sarà così avranno una punizione durissima”.
Nel corso del suo intervento, il presidente americano ha elogiato diversi leader europei che sostiene pubblicamente, tra cui l’Italia, l’Argentina e l’Ungheria, citando in maniera esplicita il primo ministro ungherese Viktor Orbán e sottolineando il suo “completo e totale sostegno” per la rielezione e la gestione dell’immigrazione: “Il primo ministro Orbán ha fatto un lavoro incredibile sull’immigrazione e ha preso posizioni molto chiare su questo tema”.
Nelle sue osservazioni, Trump ha evidenziato il sostegno di diverse nazioni al pacchetto di aiuti per Gaza, tra cui Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrain, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait, sottolineando che “hanno tutti contribuito con più di 7 miliardi di dollari”. Trump ha anche elogiato il Segretario di Stato Marco Rubio come forza trainante dietro il cambio di nome dell’United States Institute of Peace in “Donald J. Trump United States Institute of Peace”, una mossa ancora contestata in tribunale. “Marco l’ha chiamata come me – ha detto Trump alla riunione inaugurale -. È stata una sorpresa”.
Tra i partecipanti era presente anche il presidente della Fifa, Gianni Infantino, citato da Trump durante il suo discorso: “È un grande onore avere il presidente della Fifa qui con noi, a dimostrazione di quanto lo sport possa contribuire alla pace”. Trump ha annunciato che la Fifa contribuirà a raccogliere un totale di 75 milioni di dollari per progetti nella Striscia di Gaza, probabilmente legati al calcio, confermando l’impegno concreto dell’organizzazione sportiva internazionale nella ricostruzione e nei programmi giovanili. Il presidente ha poi annunciato che “nove Paesi alleati hanno già stanziato oltre 7 miliardi di dollari” per gli sforzi di ricostruzione e assistenza umanitaria a Gaza, parte di un totale stimato di circa 70 miliardi necessari per la completa ricostruzione del territorio. Ha aggiunto inoltre che “gli Stati Uniti investiranno altri 10 miliardi di dollari nel Board di Peace”, senza fornire dettagli su come verranno impiegati questi fondi.
Nel suo intervento, Trump ha ribadito l’obiettivo di ottenere la demilitarizzazione completa di Hamas, dichiarando che “se Hamas non consegnerà le armi, subirà conseguenze durissime”. Sul fronte mediorientale, Trump ha approfondito il tema dei rapporti con l’Iran, ribadendo che gli Stati Uniti cercano un accordo “significativo” con Teheran per limitare le attività destabilizzanti nella regione e il programma nucleare iraniano, ma ha avvertito che “senza progressi concreti, possono succedere cose brutte”. Ha detto che sarà possibile sapere nei prossimi giorni se le trattative con l’Iran produrranno risultati concreti, sottolineando che l’intenzione di Washington è di evitare un’escalation militare ma che “il tempo sta per scadere”. Nel corso del suo discorso il presidente ha infine definito “ottimi” i rapporti con alcune nazioni europee e con la Nato, sottolineando che “la cooperazione internazionale è fondamentale per affrontare crisi globali come Gaza”.
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