ROMA (ITALPRESS) – Il futuro del settore fuori casa si costruisce su scelte consapevoli, filiere trasparenti e prodotti che raccontano la storia dei territori e delle realtà produttive. Un approccio all’ospitalità che coniuga qualità, sostenibilità e bilanciamento di tradizione e innovazione, rispondendo alle esigenze di ristoratori, buyer e operatori del settore. Un modello apprezzato anche a livello internazionale, con la cucina italiana riconosciuta patrimonio UNESCO. E’ in questo solco che si muove SANA Food, la manifestazione in programma dal 22 al 24 febbraio 2026, organizzata da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e Slow Food Promozione, in partnership con V Label Italia, Associazione Italiana Cuochi e World IAC, con il supporto di ICE e il patrocinio del ministero dell’Agricoltura, del ministero dell’Ambiente, della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Camera di Commercio di Bologna.
‘Questo appuntamento vede protagonisti i territori, l’alimentazione sostenibile e di qualità e la tutela della biodiversità del Paese, coniugando insieme identita, tradizione e innovazione, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese che rappresentano un valore aggiunto dell’agroalimentare italianò, sottolinea il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo. ‘Un’occasione per promuovere nuovi mercati e la ricchezza del nostro patrimonio culinario, sostenuto anche dal recente riconoscimento della cucina italiana Patrimonio culturale immateriale Unesco. Come di consueto, nel corso della manifestazione, si terrà Rivoluzione Bio, gli Stati Generali del biologico, importante momento di confronto e di bilancio sullo stato di un settore che rappresenta una leva strategica di sviluppo e sulle prospettive per il futurò.
SANA Food, aggiunge Rossano Bozzi, Direttore Business Unit di Bologna Fiere. ‘Si rivolge in modo mirato alla ristorazione, al retail e alla distribuzione specializzata, offrendo loro un contesto professionale in cui intercettare nuove idee, nuovi fornitori e nuove proposte. Anche quest’anno stiamo lavarando con le istituzioni e con Agenzia ICE per dare continuità al supporto, per noi strategico, alle attività di incoming di buyer e di promozione internazionale della manifestazione e delle imprese italiane sui principali mercati di sbocco. Puntiamo a fornire strumenti concreti per interpretare un mercato in profonda trasformazione, dove la valorizzazione della nicchia, l’origine dei prodotti, la sostenibilità e il benessere diventano fattori altamente competitivi e rilevanti per il fuori casà. Per Brunella Saccone, dirigente dell’ufficio Agroalimentare di ICE, ‘a dispetto della geopolitica e dei dazi, l’agroalimentare italiano va benissimo. Un pò di volatilità la vediamo per i vini, però il dato va ponderato nel tempo. I principali mercati di sbocco restano quelli tradizionali – come Germania, Francia, Stati Uniti e Regno Unito – però abbiamo delle dinamiche di crescita che si sono affermate già nel corso degli anni passati e che stanno diventando dei fenomeni ben consolidati. Si tratta di mercati che hanno consumatori evoluti e molto attenti alla qualità, che stanno acquisendo capacità di spesa, che non si accontentano più di un prodotto standardizzatò.
A sostenere l’impegno di SANA Food nei settori del biologico e del veg, sono le storiche collaborazioni con FederBio, da sempre ambasciatrice di filiere certificate e a basso impatto ambientale, e con V-Label Italia, il marchio internazionale che garantisce prodotti vegetariani e vegani sinonimo di trasparenza e fiducia per i consumatori. ‘I cittadini sono sempre più attenti alle storie dietro al cibo, anche quando consumano fuori casà, sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio. ‘Il nuovo format di SANA Food, intercettando questa sensibilità crescente, ha scelto di mettere al centro le piccole e medie aziende agricole biologiche e le produzioni di cibo locali all’insegna del buono, pulito e giusto. Oggi, il biologico non è solo una scelta di consumo, ma un patto di fiducia tra agricoltori, imprese, ristorazione e cittadini. SANA Food rinnova questo accordo, promuovendo una filiera capace di produrre qualità e valore tutelando i servizi ecosistemicì e ‘ospiterà Rivoluzione Bio, gli Stati Generali del biologico, un momento di confronto tra organizzazioni, esperti, istituzioni e ricercatori sul futuro del settore, chiamato a rispondere alle grandi sfide del nostro tempo, dalla salute delle persone e dell’ambiente all’emergenza climaticà.
Durante gli Stati Generali del Bio saranno presentati i dati aggiornati dell’Osservatorio SANA, a cura di Nomisma: nel 2025, le vendite alimentari bio per consumi domestici hanno raggiunto quota 5,5 miliardi di euro, con un incremento annuo del 6,2% e una crescita a valore superiore a quanto si registra sul totale alimentare (+3,2% rispetto al 2024).
Si conferma poi l’alleanza strategica di SANA Food con la Slow Wine Fair: organizzata da BolognaFiere a partire da un’idea di Slow Food, anche quest’anno la fiera del vino buono, pulito e giusto sarà allestita in padiglioni adiacenti a quello di SANA Food e completerà l’offerta espositiva rivolta a ristoratori, osti ed enotecari. I professionisti dell’ospitalità potranno, con un unico biglietto di ingresso, accedere a entrambe le manifestazioni e intraprendere un itinerario che valorizza l’inscindibile rapporto tra cibo e vino, integrando business, networking e formazione. ‘La contemporaneità di Slow Wine Fair e SANA Food, sotto l’egida di BolognaFiere, non è un caso – evidenzia Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia – ma una naturale tappa della solida collaborazione tra Slow Food Italia e FederBio, impegnate a promuovere la transizione agroecologica e un modello agricolo biologico, sostenibile e privo di chimica di sintesi. Un’unione che nasce per dare risposte concrete alle sfide che il settore alimentare e vitivinicolo affronta ogni giorno: dalla crisi climatica alla tutela del suolo, dall’ampliamento dei mercati all’educazione alimentare. Un percorso comune che ribadisce la necessità di un cibo buono, pulito, giusto e sano per tutte e tutti, e di costruire relazioni commerciali fondate su criteri etici, ambientali e culturalì.
Tra i player del settore presenti in fiera figurano CIA Agricoltori Italiani e Coldiretti. A livello regionale, Emilia-Romagna, Sardegna, Calabria e Camera di Commercio di Bologna saranno rappresentate a SANA Food 2026 da collettive di aziende. SANA Food 2026 inaugura anche la collaborazione con l’Associazione Italiana Cuochi (AIC), con l’obiettivo di promuovere la cultura gastronomica italiana e sostenere lo sviluppo del settore Horeca. Una sinergia che mira a valorizzare non solo tradizione e sapori, ma anche creatività, tecniche e professionalità dei cuochi italiani, e che risulta ancora più significativa dopo il recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Con il supporto di ICE-Agenzia, SANA Food si conferma una porta di accesso privilegiata ai mercati esteri più attenti alle produzioni artigianali e innovative, sostenibili e di alta qualità. Sono attesi in manifestazione oltre 300 buyer (importatori e distributori, +10% rispetto all’edizione 2025) specializzati nel canale Horeca e provenienti da più di 30 Paesi.
Dall’Italia saranno selezionati ristoranti di alta gamma, servizi di catering e operatori della ristorazione collettiva, locali di cucina sostenibile, negozi bio, gastronomie gourmet, botteghe del commercio equo e solidale, e Gruppi di Acquisto Solidale.
Infine, SANA Food è anche sinonimo di solidarietà. Al termine della manifestazione, i prodotti alimentari che gli espositori avranno scelto di non ritirare saranno devoluti alla Fondazione Banco Alimentare Emilia-Romagna ETS. Il materiale conferito nel punto di raccolta allestito nel Padiglione 18 consentirà di sostenere chi è in difficoltà. Un’iniziativa che traduce in gesto concreto il legame tra SANA Food, il territorio e le persone.
-foto xi2/Italpress –
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