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Iran, gli Usa avvertono i propri cittadini “Lasciate subito il Paese”. Il ministro degli esteri Araghchi: “Pronti a qualsiasi azione americana”

ROMA (ITALPRESS) – Gli Stati Uniti hanno pubblicato un avviso sulla pagina dell’ambasciata virtuale in Iran con cui chiedono ai cittadini americani o con doppia cittadinanza a lasciare subito il paese. Per chi si trova in Iran, a causa delle continue interruzioni di internet, le autorità Usa chiedono di “pianificare mezzi di comunicazione alternativi e, se è sicuro faro, pianificare di lasciare l’Iran via terra, attraverso l’Armenia e la Turchia”.

Le proteste in tutto l’Iran si stanno intensificando e potrebbero diventare violente, con conseguenti arresti e lesioni. Sono in corso maggiori misure di sicurezza, chiusure di strade, interruzioni dei trasporti pubblici e blocchi di Internet. Il governo iraniano ha limitato l’accesso alle reti mobili, fisse e internet nazionali. Le compagnie aeree continuano a limitare o annullare i voli da e per l’Iran, con diversi che sospendono il servizio fino a venerdì 16 gennaio, si legge nel messaggio delle autorità Usa, che non hanno una sede diplomatica nel paese mediorientale.

Il nuovo avviso arriva nella terza settimana di proteste in Iran, iniziate il 28 dicembre scorso per contestare la situazione economica e il regime iraniano. Intanto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato su Truth che “con effetto immediato, qualsiasi paese che faccia affari con la Repubblica islamica dell’Iran pagherà una tariffa del 25% su tutti gli affari fatti con gli Stati Uniti d’America”.

ARAGHCHI “PRONTI A QUALSIASI AZIONE DEGLI USA”

Teheran è pronta a qualsiasi azione da parte degli Stati Uniti, comprese le misure militari. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista trasmessa dalla tv del Qatar Al-Jazeera. “Siamo pronti a qualsiasi mossa. Se vogliono testare di nuovo l’opzione militare, cosa che hanno già fatto, siamo pronti“, ha dichiarato. Il capo della diplomazia iraniana ha affermato che il livello di preparazione dell’Iran è ora molto più elevato, sia in termini quantitativi che qualitativi, rispetto a prima della guerra di 12 giorni di giugno. “La nostra preparazione è molto più forte di prima, sia in termini di portata che di capacità”, ha affermato. “Siamo pronti per tutte le opzioni, che scelgano un’opzione militare o diplomatica, alle condizioni che ho menzionato”, ha proseguito.

SMANTELLATE CELLULE TERRORISTICHE LEGATE AL MOSSAD

Le autorità iraniane hanno annunciato di aver neutralizzato diverse cellule terroristiche che, secondo il Ministero dell’Intelligence e le Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), stavano pianificando attacchi esplosivi contro centri di servizi pubblici e infrastrutture civili nel Paese. Le operazioni di controspionaggio avrebbero portato all’arresto di numerosi individui accusati di ricevere ordini e supporto diretto dal Mossad, i servizi segreti israeliani. Secondo fonti ufficiali iraniane, riportate da agenzie come Irna e Tasnim, queste cellule erano attive nel contesto delle proteste antigovernative in corso da diverse settimane, con l’obiettivo di sfruttare il caos per compiere atti di sabotaggio e destabilizzare ulteriormente la Repubblica Islamica. Le autorità hanno inoltre affermato che Stati Uniti e Israele avrebbero inviato elementi armati affiliati a Daesh (ISIS) per partecipare a episodi di violenza e disordini durante le manifestazioni, inclusi incendi a moschee, banche e proprietà private. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran possiede “prove solide” del coinvolgimento straniero, tra cui materiale audiovisivo che mostrerebbe la distribuzione di armi ai manifestanti e l’istigazione a scontri armati. Le confessioni di alcuni detenuti, che verranno rese pubbliche a breve secondo le autorità, punterebbero a una strategia ibrida volta a trasformare le proteste pacifiche in azioni terroristiche per giustificare un eventuale intervento esterno.

Questi annunci arrivano mentre le proteste continuano in diverse province, con un bilancio controverso: le ong per i diritti umani riportano centinaia di morti e migliaia di arresti, mentre il regime distingue tra manifestanti legittimi con rivendicazioni economiche e “terroristi” infiltrati sostenuti dall’estero. Negli ultimi giorni sono state eseguite condanne a morte per presunte spie del Mossad, e le forze Basij sono state dispiegate massicciamente per ristabilire l’ordine. Teheran ha accusato ripetutamente Israele e gli Stati Uniti di orchestrare una campagna di destabilizzazione interna, in parallelo alle tensioni regionali seguite agli scontri diretti del 2025. Non è giunta alcuna reazione immediata da parte di Washington o Tel Aviv alle nuove accuse.

BLACKOUT INTERNET DA OLTRE 108 ORE

Il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste contro il governo, prosegue oramai da oltre 108 ore. Lo stima Netblocks. La connettività è stata bloccata lo scorso 8 gennaio, dopo circa dieci giorni dall’inizio delle proteste contro il carovita e contro il regime. Il blocco influisce sulla capacità degli utenti di accedere alle informazioni e di comunicare. Ieri, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ammesso il blocco di internet, ma ha promesso che sarebbe stato ripristinato.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).