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Ordine Ingegneri Padova: assemblea annuale

Oltre 4 mila iscritti, ma anche rappresentanti istituzionali e studenti. È l’assemblea annuale dell’ordine degli ingegneri di Padova che ieri ha riunito gli aderenti, ma ha aperto le porte anche ai non addetti ai lavori.Sul tavolo le tematiche più care al settore: innanzitutto il bilancio di un anno non facile, come spiegano i vertici nazionali dell’ordine. Se la riflessione sul 2012 è amara, gli ingegneri però non si fermano accostando alle considerazioni sul bilancio anche spunti e attente valutazioni sulle possibilità di crescita e rilancio crescita nel puro spirito del fare che contraddistingue questa categoria.

Oltre 4 mila iscritti, ma anche rappresentanti istituzionali e studenti. È l’assemblea annuale dell’ordine degli ingegneri di Padova che ieri ha riunito gli aderenti, ma ha aperto le porte anche ai non addetti ai lavori.Sul tavolo le tematiche più care al settore: innanzitutto il bilancio di un anno non facile, come spiegano i vertici  nazionali dell’ordine. Se la riflessione sul 2012 è amara, gli ingegneri però non si fermano accostando alle considerazioni sul  bilancio anche spunti e attente valutazioni sulle possibilità di crescita e rilancio  crescita nel puro spirito del fare che contraddistingue questa categoria. Uno degli aspetti più importanti emersi durante l’assemblea, che ha ospitato anche una lectio magistralis dello storico ed economista professora Giulio Sapelli dedicata al tema della crescita dopo la crisi, è stata la sicurezza. Un filo doppio infatti lega la scarsa disponibilità economica e gli investimenti in sicurezza. Un filo che emerge soprattutto quando ci si trova di fronte a calamità naturali come il sisma. Secondo il presidente padovano dell’Ordine Giorgio Simoni un passo avanti si avrà quando le risorse stanziate per le attività di ricostruzione saranno utilizzate in prevenzione. Un cambiamento che porterebbe notevoli risparmi innanzitutto di vite umane, ma in grado anche di proteggere il capitale delle fabbriche e di creare un volano occupazionale per il rilancio dell’edilizia. Guardando alle strutture industriali della nostra provincia il paragone con quanto accaduto nella vicina Emilia è impossibile da evitare.Dopo le riflessioni è stato tempo per l’assemblea di rivolgersi anche alle nuove generazioni, consegnando il sigillo ai neo ingegneri, con l’augurio che possano avere un futuro più roseo di quanto non sia il presente.  Premiati anche i partecipanti ai due concorsi indetti dall’ordine: quello di fotografia ancora visitabile nella  galleria Samonà della Banca d’Italia in via Roma e quello dedicato alle scuole dall’evocativo titolo “Tremò si forte” che ha coinvolto gli istituti superiori di secondo grado della provincia   chiedendo ai ragazzi di riflettere sui temi di prevenzione e sicurezza sismica. A vincere nelle varie categorie i ragazzi del Liceo Tito Lucrezio Caro , dell’Itis Girardi e dell’Ipsia Bernardi

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Redazione