La Chiesa pagherà l’Ici

La proposta del Governo Monti, è che anche la Chiesa  pagherà L’Ici, saranno esentate dal pagamento della tassa sugli immobili solo le iniziative no-profit. La decisione arriva insieme alla celebrazione dei Patti Lateranensi di giovedì 16 febbraio, un’occasione per esaminare la nuova regolamentazione. Le esenzioni erano state introdotte nel 2005 dal governo di Silvio Berlusconi e riguardavano alberghi, scuole ed ospedali degli enti religiosi di non pagare la tassa se al loro interno è presente una semplice cappella. Un’esenzione che però, allo stato italiano costa almeno un miliardo di euro in meno l’anno e che si somma al 50 per cento di sconto sull’Ires. Privilegi che ora non saranno più concessi se non solamente ad attività benefiche come oratori e mense per i poveri. Il giro d’affari immobiliare del Vaticano muove circa 4 miliardi di euro l’anno, tra scuole private, palestre, ospedali ed alberghi gestiti da ordini religiosi o fondazioni che per gli enti laici rappresentano la concorrenza. I fabbricati esenti sono circa 100 mila, ma potrebbero essere molti di più. C’è però un aspetto difficile da trattare, avranno obbligo di registrazioni tutte quelle strutture ecclesiastiche fantasma, con lo stop all’esenzione sarà dunque necessaria anche una mappatura degli immobili della Chiesa. Se adesso si stima un’entrata di 400 milioni di euro nelle casse dello stato, mappando gli edifici non registrati le entrate potrebbero raggiungere il miliardo di euro.