Stranieri: meno disoccupati

Il Veneto è una delle regioni dove gli stranieri soffrono di più la crisi, infatti da un’analisi eseguita dalla Fondazione Leone Moressa, emerge che il posto fisso non è dei giovani Italiani, ma degli stranieri, che però sono pagati molto meno e lavorano in orari disagiati.
La precarietà sembra solo sfiorare gli stranieri che sono inquadrati con contratti più stabili rispetto ai coetanei italiani, sono disposti a lavorare in orari più disagiati, specialmente di sera, e svolgono mansioni non adeguate al proprio titolo di studio, in prevalenza operai, e se disoccupati trovano lavoro prima. L’analisi del territorio evidenza, anche a causa della crisi, delle caratteristiche occupazionali diverse, che  in molte delle regioni del Nord la disoccupazione è più elevata tra gli stranieri che tra gli italiani. In Veneto, ad esempio, se per gli italiani 30enni la disoccupazione è al 10 per cento, per gli stranieri è al quasi al venti per cento. Il contratto a tempo indeterminato è più frequente tra gli stranieri, che sono per oltre l’80% operai e guadagnano 939 netti al mese, 70 in meno degli italiani. Sul fronte della qualità del lavoro, pur avendo livelli di istruzione medio-bassi, gli stranieri, molto più degli italiani, hanno titoli di studio più alti rispetto a quelli chiesti dal mercato del lavoro per svolgere quella professione. Quasi un terzo degli occupati stranieri è romeno, albanese,marocchino e moldavo. Sono molte le cose che portano i giovani stranieri ad affacciarsi prima degli italiani nel mercato del lavoro, rileva Fondazione Leone Moressa, accettando stipendi più bassi ma sicuri e mansioni meno qualificate.